Correva l’anno 1985: qualcuno ascoltava i Duran Duran, altri guardavano Drive In in TV, e Moreno Bernotti firmava il suo primo contratto con la Provincia di Livorno come cantoniere. Da allora, le strade dell’Elba non hanno più avuto pace: le ha conosciute, accarezzate, rattoppate, e percorse così tante volte da potersi orientare anche a occhi chiusi. «Le conosco meglio delle mie tasche», dice lui. E noi gli crediamo, visto che ogni giorno si spara anche 200 chilometri tra lavoro e pedalate da cicloamatore. Moreno non è uno qualunque: oggi è sorvegliante della rete stradale elbana, ma ai tempi d’oro la Provincia contava ben 40 cantonieri. Adesso i superstiti si contano sulle dita di una mano (più uno), e lui li guida come un direttore d’orchestra… con la motopala al posto della bacchetta.Ne ha viste tante, Bernotti, e non tutte belle. Come l’incendio di Sant’Ilario, una tragedia che non si dimentica. Ma anche imprese più “meccaniche”: dalle reti anti frana sull’Anello Occidentale alle acrobazie con la motopala durante l’alluvione di Campo nel 2011, quando ha persino trasformato un muro in scivolo per l’acqua e ha aiutato i cittadini a mettersi in salvo salendo… sui tetti. Altro che supereroi Marvel. Nel frattempo, la Provincia si è rimpicciolita (e pure le risorse), ma lui è sempre lì, a fare da scudo tra le buche e le sospensioni degli elbani. «Le buche? Problema serio. Ma se portassimo il Giro d’Italia, vedresti che si sistemerebbe tutto in un lampo». Il tono è scherzoso, ma la proposta non è poi così campata in aria. D’altronde, chi meglio di un ciclista-cantoniere potrebbe capirlo? Moreno spegnerà 63 candeline a ottobre, ma l’energia è quella di un ventenne. E se un giorno le strade dell’Elba dovessero parlare, sicuramente comincerebbero con: ” Ehhhh quando c’era Moreno”.
Aguanta Morè.…i tuoi amici dell’Edicola Elbana Show
